Dorly

ha combattuto per la scuola dell’infanzia.

Con tanto impegno e una grande tenacia Dorly Kaufmann è riuscita a realizzare il suo sogno e ad aprire, oltre sessant’anni fa, la prima scuola dell’infanzia di Hitzkirch.

«Sono nata nel 1932 e sono stata la prima insegnante di scuola dell’infanzia del mio paese. Correva l’anno 1955. Inizialmente i responsabili comunali erano molto scettici e non mi facilitarono la vita: ritenevano infatti che un asilo non fosse necessario. Dovevo combattere per ottenere qualsiasi cosa: per oltre quaranta bambini avevo a disposizione soltanto 100 franchi all’anno, una cifra che anche allora non consentiva di acquistare molti libri e pastelli. Ciononostante trovavamo sempre un modo per divertirci: andavamo spesso nel bosco, dove passavamo ore e ore a costruire capanne e a inventare giochi.

Tanti grilli per la testa

Quand’ero piccola, in tempo di guerra, giocavamo per ore con sassi o bastoni di legno – avevamo così tanta fantasia che non ci annoiavamo mai. Ero una bambina molto vivace e avevo tanti grilli per la testa. Mio padre non ci ha mai punito picchiandoci, bensì, in base a quello che avevamo combinato, facendoci scrivere cinquanta o cento frasi di castigo. Questo a volte mi costava un intero pomeriggio di libertà – avrei preferito prendermi un ceffone.

Quasi come in una favola – Vivere e lavorare in un castello

Prima di diventare maestra d’asilo, dal 1952 lavorai per due anni e mezzo come tata in Francia. Dato che il mio francese era pessimo, all’inizio pensavo che non ce l’avrei fatta. Invece, per fortuna, mi ambientai rapidamente. I signori presso cui prestavo servizio vivevano in un castello meraviglioso e avevano tre figli ai quali mi affezionai subito. Quando tornavo a casa per le vacanze potevo sempre portare con me uno dei tre bambini. La padrona di casa e l’autista di famiglia ci accompagnavano ogni volta in auto dalla Francia a Hitzkirch, dai miei genitori. Non una cosa da poco.

Una grande passione per i bambini

Avevo un legame molto forte con questa famiglia e siamo rimasti sempre in contatto: io e mio marito, per esempio, siamo stati invitati a tutti i matrimoni dei tre ragazzi. Nella mia vita i bambini hanno sempre avuto un ruolo fondamentale, ma naturalmente i più importanti sono stati i miei cinque figli. Io e mio marito abbiamo viaggiato tanto con loro, prediligendo le vacanze escursionistiche. L’immagine della nostra famiglia riunita in cima a una montagna è uno dei ricordi più belli della mia vita.»

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